Thursday, February 3, 2011

Upper Left Quadrant Pain After Eating

Twenty years ago, Communist PRC. Editorial in today's Liberation

Vent’anni fa, domenica 3 febbraio 1991, una novantina di delegati abbandonarono la sala del XX congresso del PCI, che si teneva a Rimini, per non partecipare allo scioglimento del PCI e alla nascita PDS.
Immediatamente convocarono una Conferenza Stampa in cui Sergio Garavini, Armando Cossutta, Lucio Libertini, Ersilia Salvato e Rino Serri annunciarono la decisione di dar vita ad una formazione comunista.
I cinque, insieme a Guido Cappelloni e Bianca Bracci Torsi, si recarono quindi dal notaio per registrare il simbolo del PCI, segnalando anche sul piano legale la volontà di proseguire l’impegno politico in quanto comunisti e comuniste.
Una settimana dopo, al teatro Brancaccio di Roma, migliaia di compagni e compagne parteciparono alla prima assemblea di massa di quello che divenne il Movimento per la Rifondazione Comunista. Al Brancaccio venne esposta una enorme bandiera rossa, realizzata cucendo insieme centinaia e centinaia di bandiere e costruendo così, da basso, la più grande bandiera rossa mai realizzata.
Credo che oggi a quegli uomini e quelle donne che hanno dato vita a rifondazione comunista debba andare il nostro ringraziamento. Innanzitutto per il coraggio di andare controcorrente in una fase in cui dopo la caduta del muro di Berlino il capitalismo sembrava aver vinto la partita definitiva. Erano gli anni in cui Fukujama proclamava la “fine della storia” e in cui il capitalismo veniva presentato, prima ancora che invincibile, come un dato naturale. Se l’anticapitalismo non è stato soffocato in Italia è stato anche grazie a quella scelta.
Penso che il nostro ringraziamento vada espresso anche per il nome scelto: rifondazione comunista. Tanti erano i nomi possibili e forti erano le spinte a caratterizzare una nuova formazione comunista semplicemente come la prosecuzione dell’esperienza precedente. Nella scelta del nome rifondazione comunista, vi fu invece una precisa scelta politica che riteniamo valida ancor oggi. Comunista, perché siamo comunisti e comuniste che si battono per una società di liberi e di eguali che si può realizzare solo superando il capitalismo. Rifondazione perché consapevoli che nella sua storia il movimento comunista ha fatto molti errori ed in particolare che le esperienze del socialismo reale sono fallite, dando vita a regimi che contraddicevano radicalmente gli ideali comunisti. Non quindi semplicemente la ricostruzione di un partito comunista ma Rifondazione Comunista nella consapevolezza che i due termini si qualificano a vicenda, nella consapevolezza che solo a theoretical and practical re-establishment of communism would ask the goal of overcoming "serious" capitalism. In this sense Communist Refoundation did not create just one party but they have shown a general guide, clear on the need for re-establishment of communism.
addition to the early founders and many many more were added in the coming months, PRC became a crucible in which different segments of the left and political experiences of class and communist merged. The construction of the first movement and the Party then, was a great experience for dialogue and the recognition that primarily concerns tens of thousands of militants who came from different stories they learned to dialogue, to confront, to seek new ways collectively.
This element of grassroots participation is a distinguishing feature not only the birth but the experience of re-foundation. For better or for worse re-establishment was not just a political phenomenon but it was an experience of people, a public space we would say today. I want to remember because the story is the re-establishment of an exemplification of the slogans of the movement said from the start: free community. I believe that no Italian party members, the so-called base, has counted as counted in re-founding. In all the moments of choice and conflict - and have not been few - eventually sempre prevalso l’orientamento dei compagni e delle compagne iscritte anche sulle prese di posizione dei massimi dirigenti. Se vogliamo ricercare una conferma che il termine rifondazione è stato preso sul serio possiamo trovare proprio qui la conferma, nel non identificare il partito con i suoi gruppi dirigenti e nel mettere al centro della vita del partito la partecipazione.
Oggi, a distanza di vent’anni, vedendo com’è finto il PDS e poi DS e poi PD, si può apprezzare fino in fondo la giustezza della scelta dei fondatori di rifondazione. La ragione di esistenza di rifondazione comunista non sta però solo nel fallimento delle esperienze politiche nate dallo scioglimento del PCI o nel nostro essere soggettivamente comunisti e comuniste. The underlying reason for our existence is found outside of us, namely the capitalist crisis that is there to remind us that capitalism is not the best of all worlds. The ultimate foundation of our existence as the Communist Party of the PRC is right there, the structural inability of capitalism to respond to the needs of humanity and decency to the conjugation with the limited resources of the planet we live on. The dramatic choice between socialism and barbarism that persists today, tells us how the need for the overcoming of capitalism is more urgent than ever. This is why we, men and women free community, we want to continue that journey of re-foundation Communist.

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